LE 3 FONTAINES ( FR)

 

Posto veramente spettacolare, praticamente i proprietari, ottimi padroni di casa, un po’ di anni fa hanno acquistato questo terreno, dove c’èra un vecchio convento, lo hanno  ristrutturato tutto e ci hanno fatto un agriturismo con percorsi off road tutto in torno, insomma il paradiso dei fuoristradisti,  in un contesto tutto naturale, con percorsi soft e hard, e qualche bel taglio, puoi andare dove vuoi, se ti fa piacere mangi al sacco, a mezzogiorno, e la sera se vuoi ti organizzano la cena, alla meglio si  può anche campeggiare vicino alla casa, o affittare dei comodi bungalow, con servizi e riscaldamento, noi quando ci siamo stati, faceva ancora un po’ freddo, e quindi abbiamo optato per il bungalow e siamo stati da Dio, per i più esigenti c’è anche la piscina, ottima idea nella bella stagione, dove le signore, mentre i maschietti scorrazzano su e giù, possono dedicare un po’ di tempo alla tintarella, se si vuole, organizzano escursioni a cavallo, c’è anche una piccola pista d’ atterraggio, insomma una vera chicca, questo è uno dei 35 – 40 centri di fuoristrada permanenti sul territorio francese, qui da noi è solo un sogno.

Non ti regalano niente, ma non è poi improponibile, comunque sul loro sito che ho linkato ci sono tutti i prezzi e le varie soluzioni proposte, con le foto dell’ agriturismo, così almeno si vede di che cosa sto parlando, e ho messo su anche il link delle foto della nostra bellissima esperienza in questo posto.

Les 3 fontaines

Foto a Pasqua 1°

Foto a Pasqua 2°

 

SEMPRE APPROPOSITO DI ITINERARI FRANCESI

Clicca sulla cartina
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Una bella raccolta di tracciati, chissà, se si capita da quelle parti, perchè no ??

Attenzione, perchè ce ne sono anche della Corsica.

Via dei cannoni colle della Bicocca (CN)

Si parte di buon' ora da Genova, appuntamento a Cuneo in piazza, arriviamo con un pò di ritardo, ma non siamo gli unici, un caffè, due parole, a qualcuno scappa la pipì, e quando siamo tutti presenti si parte.

Un pò di asfalto e poco dopo ci si infila su una pista sterrata, si sale per un sentiero stretto, tanto che per un mio errore da " troppa confidenza " cioè lascio il finestrino basso, mi entra un ramo in macchina,  evito l' ipatto sulla faccia, ma immancabilmente e per isitinto dò un colpo di sterzo, questa mossa, poco intelligente mette fuori dal sentiero  la ruota posteriore dx del Dsco, l' unica cosa che mi tiene in strada, è la boccia del differenziale, che si è miracolosamente appoggiata su una pietra, situazione non troppo felice, che comunico immediatamente per radio, i soccorsi arrivano subito, ma il problema serio è che non mi funziona il verricello, proprio quando ne ho bisogno, che sfiga,  davanti a me ho un Jimmy, quello rosso di Fabrizio e non sò fino a che punto mi possa dare una mano, nonostante la sua buona volontà però il Disco pesa più del doppio, comunque ci proviamo lo stesso, e dopo ripetuti tentativi e l' esperienza velica,  del Burning e di Andreac e Roberto che mi fà da contappeso seduto sul cofano e l' impegno del Jimmy, vengo fuori dalla imbarazante situaione, e si contunua a salire verso la meta.

Mentre si sale il paesaggio diventa sempre più bello, si alternano momenti di totale visibilità che ci permettono di osservare dall' alto le immense vallate sottostanti, e banchi di nuvole, che incutono un certo timore, sì perchè ci sono dei momenti in cui non si riesce a vedere oltre il cofano, la vegetazione si fà sempre meno fitta, per via del fatto che stiamo salendo di quota, ogni tanto si vedono delle marmotte, che vigilano sulla vallata e poco dopo arriviamo in cima al colle della Bicocca.

Una volta arrivati si sceglie la locazione più idonea per mettere giù l' accampamento, si testa il vento, e si cerca di restare a ridosso per essere un pò più riparati, e si incomincia a picchettare il gazebo, insomma sta nascendo il campo, io purtroppo con la maggiolina sul tetto sono svantaggiato, perchè il vento lo prendo da tutte le parti, quelli più bassi stanno da Dio, ma non c'è problema, una volta chiusi nella maggiolina, il vento non è più un problema.

IL CAMPO BASE

Che spettacolo, davanti a me il Monviso, imponente e maestoso, il tramonto crea dei giochi di luce meravigliosi, e che non posso non fotografare, l' umore è alle stelle, siamo tutti contendi di essere lì, un vero spettacolo della natura.

Il campo è a posto, si incomincia a preparere la cena, mentre la legna sul fuoco si fà brace, incominciamo a stuzzicare l' appetito assaggiano le prime cose, la fame si fà sentire, come l' aria frizzante della sera, c'è tanta euforia sui volti delle persone.

Dopo aver consumato la cena, e assaggiato tutte le miscele alcoliche preparate dai frati, amici di Roberto, la serata continua con il WB che  inprovvisa un miniconcerto, e la notte và avanti...............

Che dire ho ancora un meraviglioso ricordo di quel week end passato con questi amici, in cima al mondo, e sopratutto in ottima compagnia.

 

Un pò di foto

TRIORA

Tutte le volte che ci capito, ha sempre un fascino diverso, non è facile desrivere le sensazioni che si percepiscono girando per le viuzze strette di questa perla di Luguria, in provincia di Imperia, risalendo da Arma di Taggia si imbocca la SS 548 attraversando la valle Argentina a circa 40 minuti di macchina incontriamo il paese delle streghe, appunto Triora, arroccato in cima ad una montagna che domina la vallata.

Nel corso dei secoli si sono scritti moltissimi libri che narrano

dettagliatamente la storia di questo luogo, ancora oggi, avvolto dal mistero.

A Triora c'è un caro amico che, oltre essere appassionato di fuoristrada, è il proprietario dell' albergo che gestisce con la famiglia

a Molini di Triora, meta che consiglio vivamente, Andrea è un ragazzo giovane con tantissime doti, qualità e passioni, tra le tante c'è la buona cucina intesa come espessione di tradizione ed estro.

L'Albergo Ristorante Santo Spirito, si trova appena dopo la piazza del municipio a destra, locale molto bello e caratteristico, in tema con la leggenda delle streghe, in un lato del salone, se ci andate non perdete questa chicca, c'è una collezione di radio antiche quelle a valvole, passione della sorella di Andrea, si mangia divinamente, il carattere delle portate è prettamente Ligure, appena si entra nel locale a destra appesi sulla parete ci sono una serie di riconoscimenti, premi, e attestati che rappresentano bene questa realtà, uno in particolare a firma di Veronelli.

Triora si trova in un punto stategico per la scelta degli itinerari, vicinissimo c'è Monesi, sì, La via del sale, che arriva fino a Limone e oltre, il Redentore, il monte Saccarello, il più alto monte in Liguria 2200 mt dal quale si domina il mondo, fai un passo e sei in Francia, Briga Alta, Colla S. Bernardo, i balconi di Marta, a cima Marta, Col di Tenda, La Brigue, e volendo sconfinare la val Roya in Francia, c'è da sbizzarirsi, spesso e volentieri i ragazzi del Free Alp Off Road, organizzano dei gran giri da quelle parti, seguiteli sul loro sito.

Il comprensorio è decisamente vasto e ricco di bellissimi luoghi da visitare, i percorsi sono panoramici di minima difficoltà, adatti a tutti i tipi di fuoristrada, ottimi per escursioni itineranti per la bellezza dei posti.

Una gita che difficilmente dimenticherete.

 

 

11 GENNAIO GIRO SULLA NEVE

11 Gennaio giro sopra i monti di Genova

 

Appuntamento a Bolzaneto, arriviamo in anticipo, la giornata è splendida, nel giro di dieci minuti arrivano tutti, Claudio e Massimo sul GR, Giò con il 110 Pick up, Al, con il Pick Up aspirato, Luca, Cecilia Pietro e Gilda sul Discovery, Gian e consorte sul Disco II, Walter e signora su un Toyota, e infine io e Andrea sul mio Discovery, saluti strette di mano, qualcuno ne approfitta e fa rifornimento al distributore dall’ altra parte della strada, sette macchine, un numero giusto per questi tipi di uscite, né troppi né pochi, si và per neve, si parte, direzione Piani di Praglia, appena usciti dal centro abitato, il paesaggio cambia, la copiosa nevicata di alcuni giorni prima, ci fa capire di quanta neve è venuta giù, più si sale e più neve c’è, che dire, è uno spettacolo, questi posti li ho già visti innevati, ma mai così, o meglio con così tanta neve, siamo tutti carichi, però ho in pensiero, guardando le gomme del Toy e quelle del Disco II, mi sto preoccupando del fatto che se vogliamo passare in qualche punto, come immagino, avremo dei problemi, il panorama che si vede da quassù è mozzafiato, in lontananza si vede il mare, a quest’ ora il sole non è ancora alto, il bianco accecante della neve, fanno si che questa combinazione di elementi ci regali dei colori fantastici, in un tornante si è visto il mare  diventare giallo,  vai a capire, forse per l’ angolazione sel sole appunto, un riflesso accecante, si sente l’ euforia nelle voci che arrivano via radio, la giornata promette bene, siamo arrivati nei pressi dell’ orto botanico, in Praglia, ci fermiamo, per decidere il datarsi, se proseguire sull’ asfalto o andare giù per lo sterrato, e sterrato sia, apro io, e gli altri mi vengono dietro, un nastro di neve ghiacciata, su  cui picchia il sole, si procede con cautela per via del fatto che è discesa, percorriamo 400 mt circa, ma la strada è interrotta da un cumulo di neve, e non si passa, però c’è uno slargo e ci fermiamo, scesi dalle macchine, in mezzo a tutta quella neve si fanno due chiacchiere e si ammira lo spettacolo, i bambini ne approfittano per giocare, non fa nemmeno freddo, forse le signore hanno tenuto i giacconi addosso, mentre si parla si fa anche il censimento delle catene, le abbiamo tutti, tranne il Gian, che sostiene che a lui non servono, mah, penso io.

Titti in macchina, si prova a vedere comè la Cirimilla, percorso molto gettonato dai fuoristradisti, il quale attraversa diversi boschi, per sbucare a Lerma in provincia di Alessandria, è un bel giro, ma in queste condizioni, e con tutta questa neve la vedo veramente dura, se non impossibile, ma si và avanti, sconfiniamo e passiamo in Piemonte, a questo punto la strada incomincia a scendere, sono sempre bei posti, hanno un loro fascino.

Arriviamo al bivio per la Cirimilla, ultima consultazione veloce via radio, mettiamo le ridotte e si parte, stranamente qui c’è pochissimo ghiaccio, anzi la neve è farinosa, e le gomme lasciano la loro bella nitida impronta, meglio così, si procede con cautela e a distanza di sicurezza, si arriva bene fin dal maneggio, dove incontriamo il proprietario, è un amico di Giò, ci mettiamo a parlare, e chiediamo se nella mattinata qualcuno avesse provato a passare, ci dice che un’ora prima, sono passate delle macchine, ma che poi sono tornate indietro, tranne uno, cosa facciamo?

Claudio-  montiamo le catene e andiamo!

Vado a vedere come è la strada, ci sono i solchi delle macchine che sono passate prima, un paio di macchine avevano le T3 disegno Simex, e forse per questo hanno rinunciato, scavavano troppo, al centro della strada la neve arriva a metà polpaccio, ai lati a metà coscia

Però è soffice e compatta, la temperatura rispetto il giorno prima si è considerevolmente alzata, Luca mi guarda, e io annuisco, lui ride, si và, Claudio ha già le catene in mano, 4 e le monta tutte, aiutiamo Walter con il Toy, che ha le gomme stradali, il 110 e AL con il 90, ci provano ma non ci riescono per via dei tasselli, quindi provano senza, loro sono gommati con delle Wild Power che io chiamo le “gomma da cacciatore”, ma mi dovrò ricredere, io e Luca per scelta non le montiamo, decidiamo di montarle all’ occorrenza, Luca ha BF/at e io delle ricoperte con disegno BF/mt un po’ più spaziato rispetto l’ originale, Gian ribadisce che a lui non servono, ha sotto delle pirelli stradali.

In testa Claudio e Massimo con il GR a 4 catene, poi Luca, e dietro tutti gli altri, io chiudo, si procede in sicurezza, basta restare dentro i solchi, sui lati la neve è a metà porta, che spettacolo, dopo un po’ ci fermiamo, Luca si è messo di traverso, e le bocce dei differenziali lasciano la traccia sulla neve, Claudio fatica a rimanere nel solco, sicuramente chi è passato prima aveva un Suzuki, la carreggiata e stretta, e il GR non ci sta dentro, decidiamo di tornare in dietro, anche perché non sappiamo com’è davanti, non c’è lo spazio per girare, provo con la retro, vado per un po’, ma come la strada comincia  a salire sgommo era prevedibile, la retro è troppo corta e per forza di cose slitto, provo con il blocco, niente da fare, mi riporto al punto di partenza e  essendo l’ ultimo, provo a sfondare, in modo da creare uno spazio per girarmi e far girare gli altri, spaliamo un po’ di neve, e provo, al secondo tentativo, mi pianto, arriva la squadra di soccorso, tutti gli uomini della spedizione intorno al Disco, leviamo tutta la neve di sotto, e intorno alle ruote, mamma mia quanta ce né, provo a venir fuori con diversi tentativi, ma niente, non si muove, allora propongo di montare le catene, tentiamo di stroppare il Disco dal posteriore, lì vicino c’è la macchina di Al, niente da fare, si è mossa di 4 cm, proviamo con i tappetini di gomma, niente, ritorno a fare la proposta delle catene, le montiamo, anzi ne montiamo una, riproviamo, e dopo aver scavato in buco di 50 cm con la ruota post. Sn, il Disco con un ruggito alza il culone e viene via, spettacolo !!!

Però la condizione è sempre la stessa, rimango la scopa, e sono nella stessa posizione di prima, ad assistere alla scena, cerano anche 2 tipi che sono arrivati con i quod, direi abbastanza divertiti, e che decidono dopo aver tirato fuori il Disco di ritornare indietro, ma sulla salita, slittavano anche loro, l’ avranno provata 6 o 7 volte, nel frattempo Luca monta le catene, io le avevo già sotto, e si decide di andare avanti, da lì in poi la strada era un pelino più impegnativa, mi sarei aspettato qualche piantamento, specialmente dal Gian con le stradali, o da Al o da Giò senza catene, invece, grazie al controllo di trazione del Disco II e dalle 7.50 del 110 e del 90, tutto è filato per il meglio, fino a Lerma, il pezzo finale è stato il più bello, gli alberi ancora tutti pieni di neve, sembravano immensi lampadari, che spettacolo,

Che dire una splendida giornata, finita in una piazza di un paese, a far merenda, che per noi era il pranzo al sacco, sulla sponda del cassone del 110 di Giò, tutti contenti, e a complimentarsi con gli “scatenati” in primis il Berlinone di Gian e Signora, che come dice Luca sembravano due signori in tipico stile inglese, che andavano o ne venivano dall’ Ikea.

Per doverosa info, Gian e Signora, sono i suoceri di Luca.

Gran bella giornata, che dire, alla prossima.

 

ATTENZIONE AI DIVIETI

Dario

 

Il racconto di Luca300

 


 

LA SGROPPATA II ASPRA LIGURIA " LA SFIDA "

Week end di Giugno, esattamente 5-6-7 in un posto da favola, con tanti amici e ci siamo regalati due giorni di vero e tosto relax.............

A onor del vero è stato tutto relax e niente off road, ma la cosa ha funzionato alla grande !!!!

LAND ROVER
LAND ROVER

Bhe non proprio così, ma se hai un Land Rover è meglio.

Comunque l' importante è che tu possa  divertirti insieme a noi.

SITI AMICI

OMP Racing
OMP Racing

AMICI COL SITO

Ascoltare il silenzio
Ascoltare il silenzio
....perchè con una Land i lavori non sono mai finiti.....
....perchè con una Land i lavori non sono mai finiti.....
Il suo Defender
Il suo Defender

Può capitare che durante i trasferimenti ci si ferma da qualche parte

Navigando in rete si trovano una miriade di siti che consigliano itinerari e luoghi da visitare, quì ne voglio segnalare qualcuno, che a mio avviso, sono di particolare interesse per i contenuti, descritti con molta cura, e arricchiti con una particolare documentazione fotografica.

Consiglio vivamente di visitare questo sito e fare un giro virtuale nelle perle di levante della Liguria

Consiglio vivamente di visitare questo sito e fare un giro virtuale nelle perle di ponente della Liguria

Che dire

Come tutti i popoli che si affacciano sul mare , abituati alla tramontana, alla salsedine, che corrode tutto, alle rocce, agli scogli, all' umido, all' avventura, alla voglia di scoperta e conquista, che fà parte del nostro partimonio genealogico, abbiamo avuto qualcuno che queste cose le ha raccontate, anzi di più..........

 

Ascolta.............